
Con la chiusura dei Mondiali di calcio, tra l’aria condizionata in ufficio (o al supermercato) e i lettini in spiaggia (o in montagna) per chi è al mare, è tempo di parlare del prossimo commissario tecnico dell’Italia.
La Nazionale italiana inizia a farsi straniera. Malagò ha scelto di inserire in Federazione la coppia Maldini-Leonardo per definire le prossime, delicate scelte. Entra così, sia pur come consulente esterno, un brasiliano in FIGC, e fa un po’ strano; ma ce n’è un altro che ora gira sulle pagine di tutti i giornali, ed è Guardiola.
L’allenatore spagnolo sembra il sogno di molti. Ha dimostrato di essere un tecnico vincente e ha un passato molto forte in Italia. Parla benissimo la nostra lingua e potrebbe essere un vero candidato per la Nazionale. Anche perché l’alternativa che, secondo i media, piacerebbe a Maldini-Leonardo è Pirlo.
In questo momento non sembrano esserci molte altre strade, se non l’usato sicuro Roberto Mancini, che ha già rescisso un contratto milionario pur di rendersi disponibile per la Nazionale.
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Si tirano poi fuori i nomi di Baldini e quello, molto più forte, di Conte.
Insomma, c’è tanta carne al fuoco. Nelle settimane scorse avevo ipotizzato Ancelotti in Nazionale, qualora ci fosse una rescissione del contratto con il Brasile: cosa che, al momento, non mi sembra in vista. Un altro nome interessante, ma forse più romantico che utile in questa fase di ricostruzione, è Claudio Ranieri.
La domanda, ora, è questa: un allenatore straniero alla guida della Nazionale italiana sarebbe un male o un bene? Guardiola è forte, ma è anche vero che ha sempre goduto di un impianto di gioco spagnolo che andava avanti da decenni, e non è detto che riesca a raggiungere subito i risultati. Da questo punto di vista, però, i pro e i contro li abbiamo con tutti i nomi fatti sinora.
Quindi torniamo al punto principale: un allenatore straniero andrebbe bene per l’Italia?
La mia risposta è no, e la questione è molto più sottile: va al di là del mero lato sportivo. Siamo in un’epoca di involuzione dei valori italiani, sia nelle famiglie sia nell’economia. Basti pensare a come è stata spazzata via l’industria dell’auto in Italia in pochi decenni, per diventare più “europei”. Mettere un allenatore straniero alla guida della squadra di tutti gli italiani sarebbe un duro colpo all’identità, un nuovo fallimento per l’Italia. Possibile che, su 60 milioni di italiani, non ci sia un allenatore per la Nazionale?
E allora la mia proposta è questa: se proprio dobbiamo prendere Guardiola, affianchiamogli Roberto Baggio, un talento italiano puro, amato da tutti gli italiani e ammirato dagli sportivi di tutto il mondo. Questo compenserebbe una scelta che rischia di avere un impatto dannoso sull’identità italiana.
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Buongiorno Giulio e a tutto il popolo QSC, la questione allenatore della nazionale è molto delicata anche perché non ci possiamo più permettere di sbagliare, quindi le scelte devono essere prese con molta attenzione(ci sono ragazzi che ancora non hanno mai visto la nazionale ai mondiali). Guardiola sicuramente è un bravissimo allenatore e’ un vincente, però ricordiamoci che ha sempre allenato squadre di club di livello mondiale, quindi ha avuto tanto tempo a disposizione per allenare la squadra, cosa che in nazionale non è possibile e poi ha avuto a che fare sempre con calciatori di livello mondiale. Baggio a me piacerebbe tantissimo l’ho sempre ammirato come giocatore(il miglior talento italiano) e come uomo. Staremo a vedere cosa decidono i vertici della federazione e speriamo bene. Un saluto da Marco