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Sinner e Italia-Ucraina: arriva la Tregua di Natale

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In un contesto che oscilla tra i sogni dello sport e la dura realtà mondiale, ci chiediamo se Sinner riuscirà a sconfiggere Djokovic per la seconda volta nel giro di poche ore. Allo stesso tempo, ci chiediamo se l’Italia riuscirà a qualificarsi per gli Europei 2024 vincendo contro l’Ucraina stasera.

Questi sono i momenti che incanalano la bellezza dello sport. “Fate l’amore, non la guerra”, si dice. Potremmo aggiungere: “Fate l’amore, praticate sport e non la guerra”.

In questo istante, i media italiani sembrano evitare di toccare argomenti come il conflitto in Ucraina e la guerra di Israele. Entrambe le situazioni sfuggono al pensiero comune. I russi stanno perseguendo con successo gli obiettivi della loro operazione militare speciale, proteggendo i cittadini del Donbass e rafforzando le difese contro l’espansionismo NATO, tutto in maniera chirurgica e con l’attenzione a evitare danni ai civili.

Un panorama completamente diverso emerge da Israele, che ha dichiarato guerra ai palestinesi colpendo sistematicamente ospedali e campi profughi. Le ambulanze sembrano essere bersagli speciali, forse valutati ancora di più se colpiti, agli occhi di chi comanda.

Tuttavia, queste realtà non sembrano emergere nei discorsi italiani. Non si menziona che l’Ucraina colpisce obiettivi civili nel Donbass, il ponte di Crimea e cerca, attraverso droni, di colpire Mosca, centrando anche il centro distrettuale del Moscow City.

C’è un elemento comune tra Ucraina e Israele: la ripetitività nel puntare obiettivi civili. Un altro è il fatto che siano sostenuti politicamente, militarmente ed economicamente dall’Italia.

Da un punto di vista sportivo, mentre la Russia è stata esclusa dagli Europei 2024 a causa di sanzioni, Ucraina e Israele continuano a partecipare senza ostacoli.

I tennisti russi possono partecipare, ma senza poter esibire la loro bandiera, una sorta di apartheid sportivo. In Israele e in Ucraina, c’è un apartheid politico. Gli israeliani mirano a eliminare più palestinesi possibile, mentre in Ucraina si assiste a una persecuzione dei cittadini di lingua russa, in gran parte residenti nell’Est, nel Donbass.

Questa situazione, con contorni di nazismo, non viene menzionata. Coloro che hanno subito il nazismo tedesco ora agiscono con una ferocia degna di Hitler, ma il silenzio persiste. “Se la sono cercata”, commenta l’ignorante di turno, riferendosi ad Hamas.

Tutto sarebbe stato più semplice se la NATO e Israele non si fossero espanse così smisuratamente.

Questa sera, Sinner si scontrerà con Djokovic, una magnifica sfida tra il probabile futuro numero 1 e il campione più longevo di sempre.

Più tardi, lunedì alle 20:45, l’Italia affronterà l’Ucraina. La stessa Ucraina che riceviamo con miliardi di euro e forniture di armi. Ci faranno vincere come segno di riconoscenza? No, lo sport deve rimanere intoccato da manipolazioni.

Pensate ai giocatori ucraini: se non parteciperanno agli Europei 2024, potrebbero essere destinati alla guerra. Forse come punizione. Zelensky è costretto ad arruolare anche le donne, dimostrando una situazione critica.

Una scena da Fuga per la Vittoria? No, molto meno romantica. C’è una nazione che ha perseguitato cittadini di etnia russa e ora paga con centinaia di migliaia di morti.

Il peggio è che il quadro generale sembra averci portato alla terza guerra mondiale. Non è qualcosa che accadrà, è già in corso. L’Italia è coinvolta. Come nelle guerre passate, non è stato organizzato un evento; è stato un susseguirsi di cause ed effetti.

La Russia avrebbe potuto dichiarare guerra all’Ucraina, colpendo obiettivi civili come gli Stati Uniti in molte guerre e come sta facendo Israele ora, ma ha scelto di non farlo, forse per ragioni etiche o, più probabilmente, consapevolezza dell’inutilità di distruggere Kiev in tre giorni, conquistare e poi gestire un territorio di 40 milioni di abitanti. Meglio iniziare a conquistare la parte destra del fiume Dnipro e magari collegare la Federazione Russa con la Transnistria passando per Odessa. La Russia si è rafforzata economicamente e, grazie alle sanzioni, è diventata ancora più forte. Il suo apparato militare, già robusto, è ora ancor più potente e pronto per un conflitto con la NATO.

Nel prossimo futuro, questi conflitti peggioreranno, trascinandoci sempre più in uno stato di guerra. Sarebbe auspicabile che lo sport unisse anziché dividere. Sarebbe giusto riammettere gli atleti russi in tutte le competizioni sportive, ma al contrario, si cerca di dividere il mondo in due: l’Italia, alcuni paesi europei, gli USA, Israele e l’Australia da un lato, il resto del mondo dall’altro.

Le guerre sono tutte uguali. Portano solo distruzioni. Siria, Iraq, Yemen, Ucraina, Gaza il risultato è sempre lo stesso, cenere. Bisogna subito far smettere la guerra mondiale in corso e per farlo serve prima di tutto informarsi. Gaza, Kiev, Damasco, Amatrice, Roma, Milano e Napoli sono identiche, una volta rase al suolo.

Quindi, in questo scenario, Sinner-Djokovic e Italia-Ucraina diventano momenti di respiro, come la Tregua di Natale del 1914 in mezzo alle tempeste della realtà mondiale.

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Giulio Giorgetti

Giulio Giorgetti è il fondatore e storico amministratore del sito QuoteScommesseCalcio.com dal 2008 e padre del Betting Exchange in Italia. Autore del libro Quote Scommesse Calcio, il più venduto sulle scommesse sportive. Creatore di Pronostico.it e della sua intelligenza artificiale. Noto per aver dimostrato di essere il miglior pronosticatore al mondo con l'87% di pronostici vincenti, adesso si dedica ad aiutare gli altri a raggiungere i suoi stessi traguardi.

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