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Serie Anticovid: formato nuovo e area protetta

Creiamo la Coppa AntiCovid

Andiamo per gradi.

Ecco la lista dei calciatori contagiati in Serie A ad oggi:

ATALANTA: Carnesecchi.

GENOA: Behrami, Biraschi, Brlek, Cassata, Criscito, Destro, Lerager, Males, Marchetti, Melegoni, Pellegrini, Perin, Pjaca, Radovanovic, Schone, Zajc, Zappacosta.

INTER: Bastoni, Skriniar, Nainggolan, Gagliardini, Radu.

MILAN: Duarte, Gabbia.

NAPOLI: Zielinski, Elmas.

Il protocollo FIGC, che è stato creato appositamente per il covid, prevederebbe che si giochi regolarmente in queste condizioni (fatto salvo per il Genoa), ma dopo quello che ha fatto il Napoli è ormai molto probabile che si blocchi tutto molto presto.

Per tutto intendo non solo la Serie A, ma tutto lo sport italiano.

Dopotutto se non si riesce a far giocare la competizione nazionale più importante che abbiamo, dove gli atleti sono monitorati 24 ore al giorno, come possiamo pensare di disputare un torneo di calcio di Serie D, o quello femminile? Come possiamo poi pensare che nel basket e pallavolo si continui a giocare? Le problematiche sono le stesse: se si blocca la Serie A si bloccano tutti gli sport di squadra.

Quindi mi dispiace, ma i fatti sono questi: o si seguono i protocolli oppure di fatto ci sarà il blocco totale dello sport in Italia.

Visto quello che è successo in Juve-Napoli è facile immaginare che il protocollo in Serie A ormai è saltato e a questo punto è necessario trovare nuove idee.

La prima soluzione che suggerisco è quella di cui vi parlai già durante le dirette YouTube di marzo, quando fui il primo a suggerire di giocare in una “bolla”.

In pratica come ha fatto la NBA nel basket, ma ancor più come sta facendo la Cina per il calcio, si possono far giocare tutte le squadre in un’area protetta (da ora in poi utilizzerò questo termine invece che “bolla”), senza contatti con l’esterno.

In questo modo il rischio di contagio tra i giocatori di Serie A si avvicinerebbe allo zero. Dico quasi zero perché la possibilità di ammalarsi ci sarà ancora visto che già immagino “evasioni” dall’area protetta per i più disparati motivi.

Si tratta dell’unica soluzione per continuare a giocare altrimenti, come ho già spiegato, si rischia di fermare il calcio, ma direi in generale tutto lo sport in Italia, per 2-3 anni.

Oltre all’area protetta va però rivista la formula.

Niente playoff. Niente solo girone di andata, come qualcuno mi ha proposto. Bensì un formato nuovo di zecca.

La mia proposta è quella di non disputare il campionato di calcio di Serie A, ma un torneo nuovo, con altre regole. Meno partite, meno mesi.

La Serie A è “sacra” per quanto mi riguarda e non andrei a sporcarla, andrei piuttosto a creare una nuova coppa.

Potremmo chiamare questo torneo “Coppa AntiCovid” o “Serie Anticovid”, con una formula a gironi e poi quarti, semifinale e finale simile a quelle utilizzate per le coppe europee e i mondiali.

La durata dovrebbe essere di un mese, non oltre perché altrimenti i giocatori non riuscirebbero a farne più di una ed invece nella mia idea c’è quella di replicare questa coppa ogni 2 mesi.

Ad esempio si potrebbe sviluppare un calendario di questo tipo:

  1. Serie Anticovid (Edizione 1) – Novembre 2020
  2. Serie Anticovid (Edizione 2) – Febbraio 2021
  3. Serie Anticovid (Edizione 3) – Maggio 2021
  4. Serie Anticovid (Edizione 4) – Settembre 2021
  5. Serie Anticovid (Edizione 5) – Novembre 2021
  6. Serie Anticovid (Edizione 6) – Febbraio 2022
  7. Serie Anticovid (Edizione 6) – Maggio 2022

Questo tipo di calendario permetterebbe di coprire le stagioni 2020-2021 e 2021-2022 e si potrebbe poi ripartire con la stagione 2022-2023 con la Serie A classica.

I vantaggi di questa mia proposta sono molteplici:

  1. si salvano migliaia di posti di lavoro
  2. l’industria calcio continua a immettere soldi nelle casse dello Stato italiano che altrimenti non ci sarebbero in caso di blocco totale
  3. il calcio può continuare a svolgere la sua funzione sociale di intrattenimento di milioni di cittadini italiani, che è ancora più importante durante questa emergenza
  4. le squadre di calcio continuano ad esserci, senza nessuna disintegrazione. Bisogna pensare infatti che molte squadre se non si gioca per lungo tempo sono destinate al fallimento
  5. ci sono spazi per creare, con nuove aree protette, sia gli Europei 2020 (che comunque andrebbero giocati in una sola nazione e non essere itineranti) sia le coppe. Ad esempio la Champions League e l’Europa League potrebbero giocarsi a Giugno 2021 mentre gli Europei a Luglio 2021.
  6. il modello calcio Serie A potrebbe essere ripreso anche per alcuni campionati minori di calcio come la Serie B e il calcio femminile, sia per altri sport come ad esempio il basket e la pallavolo.

Non vedo altre alternative a questa soluzione e anzi il modello di questa Serie Anticovid potrebbe fungere da riferimento anche per le altre nazioni.

Come vedete care amiche e cari amici, le soluzioni ci sono sempre, ma vanno previste in anticipo. Se si rimarrà fermi dimenticatevi il calcio in Italia per un bel po’ di tempo.

Giulio Giorgetti

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5 commenti

  • Ciao a tutti.
    Io penso che si sia sottovalutata questa seconda ondata, o forse è stato fatto scientemente, per non deprimere le “aspettative”, che ormai fanno parte di tutti i modelli econometrici e quindi sono state tenute su per non deprimere ancora di piu’ le economie.
    Ma ormai è sotto gli occhi di tutti che non ne siamo fuori, anzi … che il vaccino non è dietro l’angolo, nonostante le bugie dei vari Trump e Putin e che ogni giorno ci sarà un nuovo lockdown da qualche parte.
    In questo contesto non mi aspetto che si potrà giocare il campionato e mi viene da ridere pensando ai burocrati dell’uefa che fanno finta di niente. A breve saranno vietati gli spostamenti tra molti Paesi e le coppe non si potranno giocare.
    Sarebbe servita una gestione sovranazionale e invece ogni governo va per conto suo, una volta tanto sarebbe stato utile gestire l’epidemia a livello europeo ma l’UE ha fatto fiasco anche stavolta.
    Se avessimo una data non dico certa ma almeno possibile di fine crisi, allora si potrebbero programmare in senso “new normal” parecchi comparti, tra cui il calcio; per cui ben vengano le idee come quella di Giulio che è sempre un vulcano di idee o anche semplicemente il “modello Cina”. Si potrebbero fare anche le coppe europee, con un format diverso, purchè tutti gli Stati si mettessero d’accordo prima.
    Io sono pessimista se continuiamo a fare finta che non sia successo niente (in questo stavolta l’Italia si è dimostrato il Paese piu’ lungimirante, una volta tanto), ma sono allo stesso tempo ottimista perchè credo che a breve almeno gli stati europei prenderanno atto della situazione vera e inizieranno a tirare fuori nuove idee per convivere con il virus. Tra queste … quella di Giulio non è male, anche se costringe gli atleti e tutti gli staff a stare lontani da casa per lunghi periodi, ma è un problema che si puo’ risolvere.

  • Giulio, come ha scritto Fantafoot, anticipando ciò che stavo pensando di scrivere mentre leggevo il tuo articolo, come sempre sei un Vulcano di (Ottime) idee,
    purtroppo però il mondo del calcio si è dimostrato lontano anni luce dal mondo reale, poiché pretende botte piena e moglie ubriaca, cioè disputare le competizioni con lo stesso formato di sempre, pieno zeppo di partite, al punto tale che, se una partita è rinviata, fosse anche solo per maltempo, non ci sono date per recuperare!
    Inoltre i vari presidenti, calciatori etc etc, non accettano di fare né rinunce sul piano della libertà personale – calciatori in particolare, che già sono scontenti quando devono fare i ritiri pre-partita di 1-2 giorni, figurarsi se si rinchiudono anche solo 1 mese nell’area protetta – né, tantomeno, calciatori in primis, accettano rinunce economiche, pretendendo che le Pay Tv e le aziende sponsorizzatrici paghino le cifre pattuite, benché l’offerta delle partite di calcio sia inferiore rispetto a quanto previsto al momento della stipula dei contratti.
    Addirittura, a dimostrazione di come la disponibilità al sacrificio sia pressocché inesistente, fino a 15 giorni fa, prima che il cluster del Genoa e poi i contagi nell’Inter e nell’Under 21 dimostrassero che la strategia del doppio tampone a distanza di 24 ore non è garanzia di controllo sufficiente se non si attende almeno una settimana dall’ultimo contatto con il positivo, giacché il virus ha i suoi tempi di incubazione e se ne frega che le squadre devono giocare ogni 3 giorni o 1 volta a settimana, i calciatori, per bocca di Gravina, avevano manifestato fastidio perfino per il fatto di fare i tamponi ogni pochi giorni, senza capire che sono privilegiati a ricevere tale trattamento, giacché le persone comuni, magari con figli a scuola, sono costrette a file chilometriche e attese di ore per farli fare ai loro figli e devono aspettare giorni per conoscere i risultati, mentre ai calciatori e staff li fanno senza attese e coi risultati comunicati il giorno successivo.

    Riguardo il Protocollo Uefa e Figc, il caso Genoa, come ho scritto sopra, ha dimostrato che è inefficace; si punta il dito sulle Asl di Napoli che avrebbero, in combutta con De Laurentiis, offerto una scappatoia legale al Napoli per non andare a giocare con la Juventus; orbene, ammettiamo anche che sia così, a me non interessa prendere le parti di nessuno, poiché, prima che tifosi di una squadra o un’altra, siamo tutti persone adulte e ragionevoli, tuttavia ieri il governo dell’Islanda, che non penso sia anch’esso retto dai soliti furbi italiani, che cercano sempre scappatoie a proprio uso e consumo, ha fatto la stessa cosa, vietando la partita poiché l’Italia aveva avuto alcuni positivi.

    Ripeto: il virus ha tempi di incubazione anche di 7 giorni, già lo sapevamo, infatti i comuni cittadini che entrano in contatto con un positivo, sono obbligati a stare a casa almeno 7 giorni e solo dopo viene fatto il tampone, perché farlo prima non offre un responso sicuro;
    i calciatori possono essere supercontrollati anche tutti i santi giorni, possono essere più sani etc etc, ma i tempi di incubazione sempre gli stessi sono e ora lo sappiamo ancora di più anche nel calcio, dunque, dal momento della scoperta del primo positivo, occorre mettere tutti per almeno 7 giorni in isolamento vero, vero, non a chiacchiere, cioè è inaccettabile che i giocatori si cambino nello stesso spogliatoio in numero elevato, come ha raccontato il calciatore Radovanovic del Genoa (“nello spogliatoio siamo in trenta che ci cambiamo insieme, è inevitabile il contagio”), facciano allenamenti comuni, si bacino e abbraccino a fine partita etc etc. E dove sarebbe il distanziamento e l’isolamento?!
    A maggio, quando si è ripresa l’attività, si faceva un gran parlare di tutte queste regole, i dirigenti degli organi calcistici e i presidenti spergiuravano che le avrebbero osservate rigorosamente, cioè gli allenamenti distanziati, l’accesso contingentato agli spogliatoi con sanificazione tra un accesso e l’altro etc etc però poi il calo estivo dei contagi ha fatto credere che fosse tutto finito, benché gli esperti avevano ampiamente avvisato che con l’autunno i problemi sarebbero riemersi.

    Dunque, in conclusione, ribadisco che le tue idee sono Ottime come sempre, ma, se il calcio di alto livello affonderà (ovviamente speriamo di no), lo dovrà solo alla propria pretesa di non adeguarsi ai sacrifici, sia di libertà di movimento che economici, sacrifici che invece quasi tutto il resto del mondo deve invece accettare per la propria sopravvivenza.

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