29 dicembre 2022 – Il più grande calciatore di tutti i tempi, Edson Arantes do Nascimento, in arte Pelé, ha smesso oggi di regalarci il suo sorriso. La maggior parte di noi ha avuto modo di apprezzarlo molto poco considerando che si tratta di un classe 1940 e la sua epoca migliore è stata durante gli anni ’60 e’ ’70, ma tutti siamo cresciuti sapendo che lui era il più forte.
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Pelé è stato grande per tutta la sua carriera, ha sempre segnato, ha sempre vinto e ha sempre portato allegria. L’attaccante brasiliano, rigorosamente maglia n.10, rappresenta un’icona immortale. A lui si sono ispirati in molti e se in Italia, soprattutto tra gli amici napoletani, il n.1 si chiama Diego Armando Maradona, a livello internazionale “O Rei” è stato indiscutibilmente il migliore.

Meglio Pelé o Maradona? “Maradona è megl’e Pelé” come recitava un brano dei tifosi del Napoli? Sono chiacchiere da bar. E vanno anche bene. Difficile paragonare giocatori di epoche diverse. In Sardegna il più forte di tutti è stato Gigi Riva, e forse non solo lì. Per altri è stato Baggio. Tutto è relativo.
Ma una cosa è sicura, questi campioni non solo sono stati forti, ma hanno fatto e continuano a far sognare tutti. Questa è la vera bellezza.
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Sono cresciuto nell’epoca di Baggio e Maradona, Pelé l’ho conosciuto in immagini di repertorio e nel film “Fuga per la vittoria” dove il calcio ha vinto sul nazismo.
Negli ultimi anni è stato difficile trovare giocatori di questo tipo, in un calcio fatto più di soldi, di fisico e di reti sociali, che di talento e gioia. Sì ci sono Messi e Ronaldo, una fortuna vivere nella stessa epoca, ma non hanno dato quello che mi hanno dato il Divin Codino, O Rei e il Pibe de oro.
Totti è quello che negli ultimi 20 anni probabilmente mi ha portato più vicino a questi campioni. Non tanto nel talento, ma nel modo di vivere il calcio come una vera passione e non un assegno in bianco.
Spero che rivedremo presto un campione che ama giocare a calcio e che lo fa per passione prima ancora che per il conto in banca. Dopotutto abbiamo bisogno di grandi calciatori e non di commercialisti.
Addio Pelè.

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Grande Perla nera!
Come sempre, sottoscrivo ogni parola, soprattutto la conclusione, cioè che si riscopra la dimensione ludica, passionale, rispetto ad un calcio che si sta sempre più americanizzando, ossia virando verso l’intrattenimento.
Un altro pezzo di storia che parte, che il passaggio ti sia lieve, O’Rei.