
Gabriele Gravina si è dimesso dalla presidenza della FIGC; passo obbligatorio. In tutti i settori, quando si fallisce sono i responsabili a pagarne le conseguenze; in questo caso era impossibile immaginare un’Italia che continuasse su quell’onda. Il miglior candidato è ora Malagò, anche se, da un punto di vista politico, sportivamente parlando, Abete è un osso duro.
La forte attenzione è però sulla panchina; dopo che Gravina ha commesso l’errore di mandar via prematuramente Luciano Spalletti per un Gennaro Gattuso che aveva un curriculum più buono da calciatore che come allenatore, è arrivato il tempo di scegliere il nuovo nome.
Chi verrà dovrà essere un profilo di alto livello; capace non solo di fare il selezionatore, ma di essere il gestore operativo di una nuova era calcistica. Sono troppi anni che l’Italia del pallone sta perdendo la sua forza; il motivo principale è quel virus della “stranierità” che l’ha colpita.
Giocano pochi italiani nelle squadre più forti in Italia; sentire parlare ora di Mourinho o Guardiola è, a mio modo di vedere, assurdo. Rifondare il calcio italiano con uno straniero? Quando la squadra più titolata al mondo, con le sue 5 Coppe del Mondo, prende un italiano, Carlo Ancelotti, qualcuno sta pensando di prendere qualcuno che non è nato e cresciuto in Italia?
Questo significa delirare. Evidentemente i giovani sono nati con i videogiochi, che stanno diffondendo la cultura di quelle che chiamo “squadre finte”; dove giocano sempre gli stessi giocatori e ti ritrovi nei tornei eSports la Nazionale che gioca con Gullit e Cristiano Ronaldo, e la FIGC rimane muta; allora sì, abbiamo dei problemi seri.
Quando squadre di Serie A schierano formazioni con nessun giocatore italiano, o solo con 1 o 2, allora sì, abbiamo problemi seri.
Serve un progetto; e che questo sia italiano. Serve un’opera italiana. Siamo il Paese dei geni e mangiamo pane e pallone. Oltre a un nuovo presidente, serve qualcuno che parli, mangi, sogni in italiano.
La nazionale del calcio dopotutto è lo specchio dell’Italia, dove anche le industria si è “stranierizzata” e i risultati sono visibili a tutti. Siamo senza aziende tecnologiche di alto livello, come lo fu l’Olivetti; siamo senza auto di alto livello, come nell’epoca d’oro. Questo virus è presente in tutti i settori. Ormai mangiamo, consumiamo, utilizziamo solo prodotti stranieri. Un danno per la nostra economia e per la nostra sicurezza.
Cambiare il calcio, dare una nuova direzione, serve anche a dare un senso al nostro Paese.
Chi verrà dovrà essere un profilo di alto livello che sia capace non solo di fare il selezionatore, ma il gestore operativo di una nuova era calcistica. Sono troppi anni che l’Italia del pallone sta perdendo la sua forza e il motivo principale è quel virus della “stranierità” che l’ha colpita.
Giocano pochi italiani nelle squadre più forti in Italia e sentire parlare ora di Mourinho o Guardiola è operazione, a mio modo di vedere, assurda. Rifondare il calcio italiano con uno straniero? Quando la squadra più titolata al mondo con le sue 5 coppe del mondo prende un italiano, Carlo Ancelotti, qualcuno sta pensando di prendere di prendere qualcuno che non è nato e cresciuto in Italia?
Questo significa delirare. Evidentemente i giovani sono nati con i videogiochi che stanno diffondendo la cultura di quelle che chiamo “squadre finte”, dove giocano sempre gli stessi giocatori e ti ritrovi nei tornei eSports la Nazionale che gioca con Gullit e Cristiano Ronaldo e la FIGC rimane muta allora sì, abbiamo dei problemi seri.
Quando squadre di Serie A schierano squadre con nessun giocatore italiano o solo con 1 o 2, allora sì abbiamo probelmi seri.
Serve un progetto e che questo sia italiano. Serve un’opera italiana. Siamo il Paese dei geni e mangiamo pane e pallone. Oltre ad un nuovo presidente, serve qualcuno che parli, mangi, sogni in italiano.
O volete capì o no?
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Buongiorno a tutti e buon fine settimana calcistico! 🙂